Interessante esperienza ieri al ristorante didattico “don Tullio al Virtuoso”, che occupa i locali al piano terra dell’edificio scolastico Barra, a ridosso della Villa comunale di Salerno. Da dove ha tratto il nome: da quella fontana che un certo don Tullio fece costruire nel 1790 per fornire ristoro ai viaggiatori che giungevano in città. Eravamo in cinque: io, mia moglie, Alessandro de Sio e Bruna Pallante (motive.ink), Davide Balzano (Zonalab), gli artefici del mio libro “Ammènne”.
Ristorante “didattico” perché vede impegnati gli alunni, riproducendo le tipiche condizioni di lavoro delle imprese ristorative reali, in modo che possano acquisire sul campo la professionalità necessaria per inserirsi, al termine del percorso di studio, nelle attività lavorative. Professionalità, del resto, già riscontrabile nella qualità della cucina e dei servizi.
Ho avuto modo di conoscere il preside, Gianfranco Casaburi. Una bella persona della quale un tratto desidero sottolineare: la capacità di operare con una forte carica di entusiasmo, non abituale in quanti occupano posti di responsabilità nel mondo della scuola.
Grazie, intanto, per la cortese, cordiale, squisita ospitalità.

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